Truffa a nome di Crosetto: pronte varie denunce, inclusa quella del Ministro

Truffa a nome di Crosetto: pronte varie denunce, inclusa quella del Ministro

La Procura di Milano è al lavoro per individuare i truffatori che, spacciandosi per il ministro Crosetto, hanno chiesto denaro a imprenditori e professionisti per pagare inesistenti riscatti di giornalisti prigionieri in Medio Oriente. A breve arriverà alla Procura di Milano anche l’esposto del ministro della Difesa.

Il caso, di cui è vittima il ministro Guido Crosetto per sostituzione di persona, è stato avviato da un’inchiesta nella Procura a Milano. Tutto è iniziato martedì scorso con la telefonata di un imprenditore che conosce bene il ministro della Difesa.

Palazzo di Giustizia a Milano

Come ha dichiarato poi lo stesso Crosetto: “Prima ho ricevuto una telefonata da un imprenditore che conosco bene e che ha il mio numero di cellulare. Mi ha chiesto se la mia segreteria avesse chiamato per cercare il suo numero; gli ho detto di no, perché il suo numero lo avevo quindi era impossibile. Lì per lì però non gli ho dato peso. Passate tre ore, un mio collaboratore mi ha detto che un altro imprenditore voleva parlare con me per una cosa urgente. Mi ha detto che ieri aveva parlato con me, ho negato e a quel punto mi ha raccontato di esser stato contattato da una persona che si è finta me, che gli aveva chiesto di intervenire, perché due giornaliste erano state rapite e bisognava anticipare dei soldi. Mi ha spiegato di aver avuto qualche dubbio, qualche perplessità, perché l’uomo al telefono non sembrava avere la mia voce. Mi ha detto di esser stato redarguito, che lo avrebbe fatto chiamare da un generale che poi effettivamente gli ha telefonato e con un tono molto più tranquillo gli ha spiegato bene il tutto, riuscendo a convincerlo. Al telefono mi ha anche detto di aver fatto dei bonifici ma che poi oggi, arrivate altre chiamate per avere altri soldi, ha deciso di disturbare me. A quel punto gli ho detto di star fermo a casa sua, che avrei chiamato direttamente i carabinieri per farli andare a casa sua“.

Nei giorni successivi ci sono stati episodi simili, con un altro imprenditore che ha fatto un bonifico di un milione di euro ad un conto corrente, su richiesta proprio di quello che riteneva essere il ministro della Difesa e di un sedicente generale. Una truffa ripetuta anche altre volte, a giudicare dalle denunce pervenute alla Procura di Milano.

Guido Crosetto con Giorgia Meloni

Dall’altra parte del telefono c’era sempre una voce, che gli inquirenti ritengono essere stata riprodotta con un programma di intelligenza artificiale, molto simile a quella di Crosetto o anche di una persona che si spaccia per componente del suo staff. La voce, dopo aver raccontato di fantomatici giornalisti rapiti in Iran, Siria o altre zone pericolose, chiedeva aiuti economici per inesistenti riscatti tramite un bonifico da versare (guarda caso) su conti esteri, incluso uno a Hong Kong. Dal momento che, almeno in un caso, la truffa è andata a buon fine con relativo bonifico, inquirenti e investigatori stanno tracciando i flussi di denaro che portano all’estero, poi in Europa e infine svanire forse in qualche paradiso fiscale. Per bloccare il milione finora indebitamente sottratto hanno anche attivato tutti i canali di cooperazione internazionale.

Una truffa, a quanto pare, organizzata sfruttando il recente caso di Cecilia Sala e avrebbe avuto come obiettivo solamente industriali e di un certo livello: tra questi Marco Tronchetti Provera, Diego Della Valle, Giorgio Armani, Patrizio Bertelli, marito di Miuccia Prada e presidente del gruppo, le famiglie Caltagirone, e i Del Vecchio. Hanno sporto denuncia Massimo Moratti e le famiglie Aleotti, azionista del gruppo Menarini, e i Gussalli-Beretta, proprietari della multinazionale di armi. Non è escluso che nelle prossime ore anche altri personaggi presenteranno denuncia.

 

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