
Trump vince e promette una nuova “età dell’oro” per gli USA
Trump vince le elezioni americane ottenendo 295 seggi, contro i 226 della rivale Kamala Harris, e promette una nuova “Età dell’oro” per gli USA. Zelens’kyj: “Mi sono congratulato con lui per la sua storica vittoria schiacciante“. Aumenta il valore delle azioni Tesla di Musk, sostenitore della campagna elettorale di Trump.
I risultati finali delle elezioni presidenziali americane confermano i pronostici visti già quasi a fine scrutinio: Donald Trump vince con 295 seggi e 72.641.564 di voti, mentre Kamala Harris rimane a 226 seggi, con 67.957.895 di voti.
Dopo il mandato 2027/2021, Trump si riconferma così come 47esimo presidente degli Stati Uniti, dopo una forte rimonta. Alla festa repubblicana di Palm Beach prevede “una nuova età dell’oro” per gli USA e, come ha promesso più volte nel corso della campagna elettorale, “Io non inizierò guerre, le fermerò”.

Donald Trump
In seguito alla vittoria di Trump, Elon Musk ha registrato il più grande incremento nel valore delle azioni Tesla, con un aumento di 26,5 miliardi di dollari al suo patrimonio, che arriva così a 290 miliardi di dollari. Ma non è il solo: Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha avuto un aumento di 7 miliardi al suo patrimonio di quasi 230 miliardi di dollari, mentre Larry Ellison, presidente della società di software Oracle, da sempre sostenitore repubblicano, ha raggiunto i 193 miliardi, con un aumento di 9 miliardi di dollari.
Da parte sua Musk, che con il suo gruppo America Pac ha sostenuto la campagna elettorale di Trump con 118 milioni di dollari di tasca sua, sostiene che queste elezioni “sono solo l’inizio del mio impegno, che continuerà dopo queste elezioni e si preparerà per quelle di medio termine e per qualsiasi elezione intermedia“.

Volodymyr Zelens’kyj
Per quanto riguarda i progetti di pace, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, che sottolinea una “Leadership forte e incrollabile” tra Kyiv e Washington, dichiara: “Ho avuto un’eccellente chiamata (con Trump, ndr) e mi sono congratulato con lui per la sua storica vittoria schiacciante. La sua straordinaria campagna ha reso possibile questo risultato. Ho elogiato la sua famiglia e il suo team per il loro grande lavoro. Abbiamo concordato di mantenere uno stretto dialogo e di far progredire la nostra cooperazione. Una leadership forte e incrollabile degli Stati Uniti è vitale per il mondo e per una pace giusta“.
Mentre il vicepremier a ministro degli esteri Antonio Tajani sottolinea: “Attenzione: Trump ha detto che vuole la pace subito, ma nei suoi programmi se necessario ci sono nuove sanzioni molto più forti contro gli uomini di Putin. Con la Nato unita e con l’Europa unita, l’Italia ha fornito armi all’Ucraina perché potesse difendersi, perché potesse arrivare a una pace giusta, che non significhi sconfitta. Nel programma di Trump c’è proprio questo, lui agirà a modo suo. Io mi auguro che si possa arrivare a una conferenza di pace per l’Ucraina, coinvolgendo Russia e Cina, oltre che i partner europei e americani“.

Antonio Tajani
Per quanto riguarda la situazione in Medioriente Trump, che non ha mai nascosto il suo sostegno a Tel Aviv, ha promesso di sostenere Israele nella sua lotta contro i gruppi sostenuti dall’Iran, tra cui Hamas e Hezbollah. Già all’inizio del suo precedente mandato presidenziale varò il muslim ban e, in seguito, organizzò il trasferimento dell’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo il controllo israeliano della zona di Golan, occupata dalla Siria nella guerra dei sei giorni nel 1967.
Anche il presidente democratico Joe Biden sostenne Tel Aviv con la fornitura di armi dopo gli attacchi del 7 ottobre scorso, per poi avere contrasti di opinione con Benjamin Netanyahu sulla guerra in Medio Oriente.

Joe Biden
Bassem Naim, esponente dell’ufficio politico di Hamas, ha così commentato la vittoria di Trump: “La nostra posizione sulla nuova Amministrazione americana dipenderà dalle sue posizioni e dal comportamento nei fatti nei confronti del nostro popolo palestinese e della sua giusta causa. Questo sostegno cieco (per Israele, ndr) deve finire perché è a spese del futuro della nostra gente e della sicurezza e della stabilità della regione“.
Anche l’Iran dichiara che i risultati delle elezioni USA “non ci riguardano e non avranno effetti sulla vita degli iraniani. Non importa chi sarà il presidente degli Stati Uniti dal momento che i nostri piani sono già stati adottati“, come conferma il portavoce di Teheran, Fatemeh Mohajerani, “Tenendo conto della storia di sanzioni negli ultimi 40 anni, l’Iran ha resistito e non è preoccupato per una rielezione di Trump, dal momento che non fa differenza con l’altra persona. Le sanzioni hanno rafforzato il potere interno dell’Iran, che è in grado di affrontare nuove sanzioni“.
