Violenza sessuale: approvata alla Camera la riforma del consenso

E' stata approvata la riforma che ridisegna il reato di violenza sessuale ponendo al centro il “consenso libero e attuale”: un cambio di paradigma che amplia la tutela delle vittime e allinea la normativa italiana agli standard europei. Il provvedimento prosegue ora il suo iter al Senato come Atto n. 1715.

La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge  che modifica l’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale. Il testo, riformulato dalla Commissione Giustizia, introduce una novità: la centralità del consenso libero e attuale come elemento fondante della tutela penale in ambito sessuale.

Con il voto favorevole di Montecitorio, il provvedimento passa ora al Senato della Repubblica, dove ha assunto la numerazione Atto Senato n. 1715, per proseguire l’iter verso l’approvazione definitiva.

La modifica dell’articolo 609-bis c.p. recepisce una prospettiva che negli ultimi anni si è affermata in molte legislazioni europee: l’atto sessuale è lecito solo se vi è un consenso pieno, libero, consapevole e attuale. Non è più necessario dimostrare l’uso di violenza, minaccia o coercizione per configurare il reato ma è fondamentale   la mancanza di consenso.

Un’impostazione che guarda alle normative “consent-based”, come quelle adottate nei Paesi del Nord Europa, e che riflette gli standard internazionali sanciti dalla Convenzione di Istanbul.

Il nuovo art. 609-bis verrebbe così ridefinito: “Chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali ad un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni. Alla stessa pena soggiace chi costringe taluno a compiere o a subire atti sessuali con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità ovvero induce taluno a compiere o a subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa al momento del fatto o traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi”.

L’esame al Senato rappresenta ora il passaggio decisivo.

Eventuali modifiche del testo richiederanno un nuovo passaggio alla Camera. In caso di approvazione senza cambiamenti, la riforma entrerà definitivamente nel nostro ordinamento.

In un contesto sociale in cui la consapevolezza sul tema della violenza di genere è in forte crescita, la revisione dell’art. 609-bis si presenta come un intervento legislativo atteso, volto a rafforzare la libertà sessuale come dimensione essenziale della persona e a garantire alle vittime un sistema di tutela più efficace e moderno.

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