Siria e Russia: colloquio tra i ministri degli esteri Mekdad e Lavrov

Ieri sera Sergey Lavrov, Ministro degli esteri della Federazione russa, ha avuto un colloquio telefonico con il suo collega siriano, Faisal Mekdad. I due hanno esaminato la situazione in Siria, sottolineando la necessità di una soluzione diplomatica.

Sergey Lavrov

L’incontro tra Lavrov e Mekdad era una tappa abbastanza prevedibile, dopo il vertice che si è svolto al Cremlino il 13 dicembre scorso tra Vladimir Putin e Bashar al-Assad. In quell’occasione, Putin elogiò gli “Sforzi congiunti” di Siria e Russia, affermando come queste iniziative diplomatiche avevano liberato il territorio siriano dai terroristi. Assad, da parte sua, ringraziò Putin per l’intervento del Ministero degli esteri di Mosca nel conflitto siriano del 2015. In quell’occasione i rapporti tra i due paesi, secondo Assad, “Hanno dato un enorme contributo alla causa della protezione dell’intera umanità”.
In quest’ottica di legami diplomatici tra Russia e Siria va inquadrato il colloquio di ieri sera, dove tra l’altro si è parlato di una futura visita diplomatica di Mekdad a Mosca. “I ministri hanno discusso dello sviluppo della situazione nella Siria, con focus sulla necessità di promuovere una soluzione politica il più possibile onnicomprensiva” ha poi dichiarato Lavrov in una nota.

L’interesse del Cremlino sulla situazione siriana fa parte, in verità, di uno scenario più ampio e complesso, che non esclude l’Europa. La decisione di intervenire nel conflitto in Siria nel 2015 riflette il timore di Mosca che altre rivoluzioni colorate possano svolgersi in Russia. Un timore fondato: dal 2000 a oggi ci sono state varie proteste di questo tipo, ovvero filo-europeiste, in vari stati dell’ex Unione Sovietica, come Georgia e Ucraina. Inoltre un’eventuale caduta di Assad sarebbe un problema per il Cremlino, che così avrebbe perso un importante alleato strategico. Anche i rapporti tra Russia ed Europa, ultimamente abbastanza tesi a causa della probabile entrata di Kyiv nella NATO, della presenza di truppe USA in Ucraina e della legge che permette esercitazioni militari nelle zone del Donbass, potrebbero aver spinto Putin a rafforzare la sua alleanza con Assad.

Faisal Mekdad

Ma torniamo a Lavrov. Sempre nella giornata di ieri il Ministro ha confermato che i colloqui sulle richieste di sicurezza del Cremlino (che teme un’eccessiva presenza della NATO al confine tra Russia e Ucraina) si terranno soprattutto con Washington.
È con gli Stati Uniti che condurremo il round principale di negoziati, che si svolgerà immediatamente dopo la fine delle vacanze di Capodanno“, ha affermato infatti Lavrov, che ha poi raccomandato di non perdersi in lunghi negoziati.
La cosa principale, come ha detto il presidente (Putin, ndr), è che non ci siano chiacchiere, in modo che le nostre proposte non vengano blaterate in discussioni infinite, per le quali l’Occidente è famoso“.

Come Putin, anche Lavrov teme che l’inclusione di Kyiv nella NATO dia inizio all’assimilazione delle zone rimaste dopo il crollo dell’Unione sovietica: “Ma il fatto che si siano già affacciati, come ha detto Putin, sulla soglia di casa nostra, ovviamente, questo non può lasciarci indifferenti“.

 

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)