Delmastro condannato a 8 mesi per rivelazione di segreto d’ufficio

Delmastro condannato a 8 mesi per rivelazione di segreto d’ufficio

Andrea Delmastro è stato condannato a otto mesi di carcere, con pena sospesa ma con interdizione dai pubblici uffici per un anno. L’opposizione chiede le dimissioni. Meloni: “Sono sconcertata, resta al suo posto”.

Per il Tribunale di Roma il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha diffuso notizie coperte dal segreto d’ufficio, da qui la recente condanna, mentre la Procura aveva chiesto la sua assoluzione.

Giorgia Meloni e Carlo Nordio si dicono “sconcertati” dalla decisione, ma l’Anm ribatte: “Ancora una volta il potere esecutivo attacca un giudice per delegittimare una sentenza e viola principio di separazione dei poteri“.

Facciamo un passo indietro: la vicenda ruota attorno ad alcuni documenti riservati che riguardano l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis e famoso anche per il suo sciopero della fame. Il 29 gennaio 2023 Delmastro contattò Giovanni Russo, capo del dipartimento dell’Amministrazione, per ottenere delle relazioni della polizia penitenziaria riguardanti Cospito, che riportavano dettagli sulle conversazioni tra l’anarchico e alcuni esponenti della camorra e della ‘ndrangheta anche loro in 41-bis.

Nonostante tali documenti fossero classificati come a limitata divulgazione, Delmastro li condivise con il collega Giovanni Donzelli, che in seguito lì utilizzò in un intervento parlamentare (riportando le conversazioni nell’ora d’aria nel carcere di Sassari) contro alcuni deputati del Pd che avevano visitato Cospito in carcere.

Scoppia così il caso politico, con Giorgia Meloni che dichiara “Mi chiedo se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione“, e respinge le richieste di dimissioni che arrivano dall’opposizione: “Il sottosegretario rimane al suo posto“.

Delmastro, da parte sua, annuncia ricorso in appello per una sentenza che definisce “politica” e, a margine di un convegno, aggiunge: “Credo che le sentenze si possono anche commentare, soprattutto quelle politiche che si commentano da sole. Devo dire che è una bella pretesa scioperare contro le nuove leggi, ma che nessuno possa commentare una sentenza. Credo che ci sia una sola categoria che rivendica il diritto a non essere commentata: quella degli ayatollah“.

Anche Carlo Nordio, ministro della Giustizia, dichiara: “Sono disorientato ed addolorato per una condanna che colpisce uno dei collaboratori più cari e capaci. Confido in una radicale riforma (del giudizio, ndr) in sede di impugnazione e rinnovo all’amico Andrea Del Mastro la più totale ed incondizionato fiducia. Continueremo a lavorare insieme per le indispensabili ed urgenti riforme della giustizia”.

Antonio Tajani

Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha commentato: “Non vedo un grande fondamento giuridico nella sentenza che ha condannato il sottosegretario Delmastro, mi sembra più una scelta politica finalizzata a dare un colpo alla riforma della giustizia. Andremo avanti, perché va nell’interesse dei cittadini e della stessa magistratura, per me può rimanere al suo posto“.

Le opposizioni intanto chiedono che la Premier riferisca in Parlamento e che Delmastro si dimetta, come conferma Elly Schlein: “Delmastro condannato per aver usato segreti di Stato contro le opposizioni dimostra quanto questa classe dirigente sia inadeguata. Giorgia Meloni adesso lo faccia dimettere anziché continuare a mentire sui fondi alla sanità pubblica e a non far nulla sulle bollette più care d’Europa”.

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