
Addio a Marco Formentini, primo e unico sindaco leghista di Milano
Aveva 90 anni, era malato da tempo. Formentini è stato primo e unico sindaco leghista della città. In carica dal 1993 al 1997
È morto a Milano all’età di 90 anni, Marco Formentini , il primo votato direttamente dai cittadini nel 1993 dopo la riforma elettorale del doppio turno. Formentini era malato da tempo. Formentini è stato primo e unico sindaco leghista della città.
Nato a La Spezia nel 1930 da giovanissimo era stato vedetta partigiana, negli anni aveva aderito inizialmente al Partito socialista per poi avvicinarsi alla Lega, nelle cui file era stato eletto deputato nel 1992. L’allora segretario, Umberto Bossi, lo scelse come candidato sindaco per le elezioni comunali del 1993 e, al secondo turno, Formentini sconfisse il candidato della sinistra Nando dalla Chiesa, con il 57% dei voti. Il 20 giugno del 1993 la Lega faceva così il suo ingresso, con il neoeletto sindaco Formentini, a Palazzo Marino, dopo anni di amministrazioni targate Partito socialista. Erano gli anni di Tangentopoli e la classe politica delle Prima Repubblica iniziava il suo declino. Marco Formentini rimase in carica fino al 1997 e gli successe Gabriele Albertini, inaugurando così gli anni dei sindaci del centrodestra esponenti di Forza Italia.
Nel giorno della sua scomparsa, sono stati in tanti a ricordarlo, a partire dall’attuale primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, il quale ha scritto: “Marco Formentini è stato un uomo politico di cui Milano può essere orgogliosa”, h ricordando che seppe “farsi apprezzare” per le sue “doti umane” in uno dei periodi più difficili vissuti dalla città dal dopoguerra. Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, da lui ci fu l’impulso “fatto di scelte concrete, che ha prodotto la rinascita di Milano”.
A ricordare la figura e il lavoro di Marco Formentini, anche i maggiori esponenti della Lega, partito di cui l’ex sindaco di Milano è stato anche eurodeputato nel 1994, e che lasciò per aderire ai Democratici.
Dopo il suo addio alla Lega alla fine degli anni ’90, Formentini passò nelle fine del centrosinistra con la Margherita di Arturo Parisi per poi riavvicinarsi al centrodestra nel 2008 con la Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, l’ha ricordato in un tweet come “uomo onesto, coraggioso, concreto e generoso. Proteggi la nostra Milano e la nostra Italia da lassù”.
Il mandato di Formentini, che ha guidato Milano dal 1993 al 1997, viene ricordato anche per gli scontri con il centro sociale Leoncavallo, che dovette lasciare dopo lo sgombero la storica sede. Inoltre la sua giunta ha lasciato in eredità a Milano la pedonalizzazione del centro città, da piazza del Duomo a piazza San Babila, la linea 3 della metropolitana e il primo progetto della linea 4. Della giunta di Formentini hanno fatto parte anche esponenti della società civile come il critico d’arte Philippe Daverio e l’economista Marco Vitale.
Sul fronte della vita privata è stato sposato con Augusta Gariboldi, che era stata soprannominata ironicamente dalla rivista satirica Cuore ‘first sciura’, nel 2012 è rimasto vedovo e nel 2015, a 85 anni, si è sposato di nuovo, con rito celebrato dall’allora sindaco Giuliano Pisapia.
Per Paolo Pillitteri, che è stato sindaco socialista di Milano dal 1986 al 1992, Formentini era “un amico da sempre – ha ricordato – da prima che diventasse leghista. Aveva un carattere moderato, era diverso dai toni che usava la Lega durante Mani Pulite” e questo “ne ha fatto il sindaco di tutti”. Secondo Pillitteri, da sindaco Formentini mantenne il suo cuore socialista: “quando morì Bettino Craxi era molto commosso e mi disse che lo aveva sempre stimato”.
