
A Roma una mostra fotografica per raccontare un insolito Picasso
A Palazzo Merulana gli scatti di Edward Quinn e Andrè Villers mostrano l'uomo Pablo
Si è aperta a Roma il 28 giugno a Palazzo Merulana, una mostra fotografica dedicata all’artista Pablo Picasso, intitolata Picasso e la fotografia. Gli anni della maturità. Le fotografie sono di Edward Quinn e Andrè Villers 1951-1973. L’evento culturale che durerà sino al 26 agosto è stato curato da J. Abellò Juanpere, J. Felix Bentz e M. Ancora, e realizzato grazie alla sinergia tra la Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture. All’interno della mostra, il percorso espositivo è articolato in sei sezioni e 90 foto, che consentono al visitatore di entrare in particolare intimità con l’artista spagnolo, perché sono scatti che raccontano attimi del lavoro nel suo studio, ma anche la vita familiare e il suo gusto per lo svago, lo scherzo e la parodia. Il pittore appare di fatti divertito davanti all’obiettivo degli amici fotografi, indossando maschere, interpretando ruoli, sino ad arrivare a farsi riprendere da loro addirittura nei panni di Popeye.
In queste fotografie Pablo Picasso rivela un’immagine di sé, veramente giocherellona ed intima, con la coscienza però del suo essere artista, concedendo a questi due amici fotografi di entrare nella sua vita, oltre l’artista, nel periodo della sua maturità. Dietro a questi scatti inediti dove viene immortalato un insolito Picasso, si nasconde un aneddoto. Era il 1951, Edward Quinn con sua la macchina fotografica a un vernissagge a Valauris, incontra il Maestro. Quinn vede i suoi colleghi realizzare scatti su scatti al pittore che si concede loro, mostrando agli obiettivi il personaggio mondano, ma il fotografo vuole qualcosa in più. Pensa di ritrarlo al di fuori del personaggio pubblico che rappresenta, e attende sino a quando la gente e i colleghi se ne vanno via, per scattare al Maestro alcune foto che lo ritraggono con i suoi figli. Le foto piaceranno a Picasso, tanto da far nascere tra l’artista e il fotografo, una amicizia profonda e sincera. Il Maestro per questo inviterà Qiunn più volte nella sua abitazione e nella magica fucina, il suo studio, e deciderà di portarlo con se anche durante alcuni suoi viaggi. Infatti Edward Quinn come Andrè Villers, accompagneranno il genio spagnolo sino alla sua morte avvenuta nel 1973. Ed ecco perché quei momenti di vita intimi di Picasso e che gli occhi di Quinn e Villers hanno saputo cogliere, raccontando non l’artista ma l’uomo, sono importanti.
E’ l’opportunità unica per conoscere così l’uomo, il Pablo Picasso, al di là dell’artista che è stato. Le immagini racchiuse in questi 90 scatti magici, perché così particolari, sono per la prima volta in Italia. Anche Andrè Villers conobbe il Maestro nel 1953, e divenne suo amico, che gli regalò la sua prima fotocamera professionale. Nel 1962 i due pubblicarono Diurnes con testi di Prévert. «Questa mostra che arriva in Italia per la prima volta – ha spiegato M. Ancora curatore della mostra – prevede un periodo molto particolare di Picasso, definito gli anni della maturità. Un Picasso intimo che per la prima volta viene reso oggetto della fotografia – continua a dire M. Ancora – ma è un’ oggetto attivo, qui Picasso è attore e regista di se stesso. Quinn e Villers ebbero la possibilità di un accesso al Picasso uomo e sopratutto umano, come concordano anche delle fotografie a tema scherzoso e a tema di travestimento». Un racconto da vicino sulla maturità di Picasso, attraverso questi scatti che rivelano uno squarcio davvero insolito della personalità del Maestro, da vedere e non dimenticare.
