Addio ad Andrea Camilleri, il papà di Montalbano

Addio ad Andrea Camilleri, il papà di Montalbano

Aveva 93 anni. Si è spento questa mattina all'ospedale Santo Spirito di Roma dove era ricoverato da un mese

Addio al papà di Montalbano. Ad un mese esatto dal ricovero in rianimazione all’ospedale Santo Spirito di Roma per arresto cardiaco, è morto Andrea Camilleri (la foto è dell’ANSA). Lo scrittore siciliano aveva 93 anni e si è spento questa mattina alle 8,20. L’annuncio è stato dato dalla Asl Roma 1 che in un comunicato ha scritto: “Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”.

Da qualche tempo aveva perso la vista, ma la capacità di raccontare era rimasta la stessa: ipnotica, teatrale, capace di mescolare ironia e dolcezza. D’altronde la scrittura era la sua vita. Ha realizzato oltre 100 opere, spaziando dai libri gialli a quelli storici, senza dimenticare le sue vicende personali, Esercizi di memoria, un libro che ha rischiato di non vedere mai la luce perché Camilleri non era convinto che la sua vita potesse davvero interessare a qualcuno.

Tutti i suoi romanzi hanno conquistato il grande pubblico, anche all’estero. Questo perché Camilleri era un grande artista che amava raccontare storie e non era mai sazio di parole. Usava la penna ma anche la sua voce, in radio, in tv e registrando audiolibri in cui raccontava le vicende di Salvo Montalbano, il protagonista di tanti suoi racconti.

La vita ed i romanzi

Nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre del 1925, Andrea Camilleri non è stato soltanto uno scrittore, ma anche un drammaturgo, un autore teatrale e televisivo, un regista radiofonico e, non da ultimo, un militante antifascista. Il suo primo romanzo uscì nel 1980, Un filo di fumo, il primo di una serie di libri storici ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigàta a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, a cui sono seguiti La strage dimenticata, La stagione della caccia, La bolla di componenda. Erano libri di nicchia, che piacevano ai lettori più raffinati. La forma dell’acqua del 1994 è il primo romanzo in cui racconta le vicende poliziesche del commissario Montalbano. Da allora scoppia il “fenomeno Camilleri”, soprattutto quando quattro anni più tardi le sue storie approdano in tv con Luca Zingaretti che riesce a far affezionare il pubblico a quel commissario un po’ scontroso, facendo diventare la serie una delle più amate degli ultimi anni.

Con il tempo Camilleri acquista sempre più popolarità ed i suoi romanzi arrivano a vendere 60 mila-70 mila copie con titoli come Il birraio di Preston o La mossa del cavallo. Tra il 2007 e il 2009 si occupa anche di pittura, scrivendo dei romanzi su dei grandi artisti come Caravaggio, Guttuso e Renoir. Nel 2006 ha consegnato a Sellerio il finale della saga di Montalbano, chiedendo che venga pubblicato soltanto dopo la sua morte.

Negli ultimi anni ha insegnato anche regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica ed è stato un ottimo drammaturgo nel 2018, quando davanti ad un pubblico di 10 mila spettatori del Teatro greco di Siracusa ha raccontato le peripezie del mitico indovino Tiresia accecato dagli dei, un’ora e mezza di monologo diventato un film con la regia di Roberto Andò e Stefano Vicario.

 

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