
Caso Almastri indagata anche Giusy Bartolozzi dalla Procura della Repubblica di Roma
Si allarga l'inchiesta sul caso Almastri. Ora anche Giusy Bortolozzi, capo di gabinetto del Ministero di Giustizia, è indagata per aver reso reso false dichiarazioni secondo l'idea del Tribunale dei Ministri
Dopo i Ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza Del Consiglio Alfredo Mantovano, anche il capo di gabinetto del Ministero di Giustizia Giusy Bartolozzi, ex parlamentare di Forza Italia è indagata per false dichiarazioni al Tribunale dei Ministri inerenti al caso Almastri. Giusy Bortolozzi era stata sentita in qualità di persona informata dei fatti dal Tribunale Dei Ministri e secondo quanto riportato dagli stessi magistrati, il capo della segreteria tecnica del Ministro Carlo Nordio, avrebbe mentito su quanto accaduto sul caso del generale libico sulla cui testa pendeva un ordine di cattura internazionale disposto dalla Corte Di Giustizia penale Internazionale dell’AJA. Il generale libico accusato del reato di tortura fu fermato a Torino e dopo pochi giorni rilasciato e fatto rimpatriare in Libia. La Corte DI Giustizia dell’Aja avrebbe ritenuto questo comportamento gravemente colpevole e con un atto di accusa aveva messo sotto la lente d’ingrandimento il governo italiano. Ricordiamo che in un primo momento anche la Premier Giorgia Meloni era stata indagata per favoreggiamento, ad oggi posizione archiviata dalla Procura della Repubblica di Roma. Alo stato degli atti non sappiamo quale possa essere stato il comportamento omissivo” della Bortolozzi, pur precisando che se fosse vero il fatto che volutamente avrebbe taciuto al suo diretto superiore qual è il Ministro Carlo Nordio, cosa che sarebbe veramente grave se fosse confermata. Ci preme però ribadire come questa messa in stato d’accusa del governo italiano da parte di un organo internazionale seppur importante quale la Corte Di Giustizia ma ad oggi abbastanza in disuso rispetto al passato, abbia sotto certi aspetti dei caratteri più politici che motivazioni legate al diritto internazionale. Questo è giusto precisarlo nulla toglie alla pericolosità di questo soggetto ma ci pare ingeneroso accusare il Miniastro di Giustizia e gli altri autorevoli esponenti del governo di favoreggiamento e peculato, il primo reato presuppone la volontà di far “ scappare “ Almastri, il secondo l’aver ricevuto denaro per compiere un atto. Cose allo Stato degli atti reati e contestazioni che sono fuori dalla realtà processuale e sostanziale. Resta adesso attendere l’evoluzione dell’intero procedimento e vedere quale sarà l’atteggiamento del Tribunale dei Ministri in merito a questa vicenda seria e grottesca al tempo stesso.
