
Chirurgia vascolare: al via la terapia con cellule mononucleate per l’arteriopatia periferica. Ce ne parla la Dott.ssa Lucilla Di Renzo, Direttore del presidio ospedaliero pistoiese
"Auspico che la nostra struttura possa diventare davvero un riferimento aziendale per i tanti pazienti che soffrono di questa patologia in quanto la nuova terapia con le cellule mononucleate non solo evita importanti invalidità ma, più in generale, migliora la qualità di vita dei pazienti stessi che possono anche contare nel nostro ospedale su una presa in carico da parte di un team specialistico integrato", ha commentato la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore dell'ospedale.
Presso la Chirurgia Vascolare del Dipartimento Chirurgico dell’Azienda Usl Toscana Centro diretto dal dottor Stefano Michelagnoli, nelle sedi di Firenze, Pistoia, Empoli e Prato si eseguono da tempo interventi di rivascolarizzazione periferica mediante chirurgia aperta, endovascolare (con sonde e cateteri si naviga all’interno delle arterie per riaprirle utilizzando degli appositi ‘palloncini’) e ibrida, che unisce entrambe le tecniche precedenti.
Il dottor Frosini si è dichiarato soddisfatto per i risultati ottenuti nei pazienti fin qui trattati con la nuova metodica.
“L’ospedale di Pistoia – ha detto Frosini – potrà essere riferimento aziendale per questa metodica portata avanti insieme a Patrizia Dalla Caneva, Alfredo Sabato e Claudia Lasagni. Le testimonianze dei pazienti trattati, seguiti nel follow-up, confermano i buoni risultati in termini di riduzione del dolore, con diminuzione del rischio di amputazione e aumentando la velocità di guarigione delle ferite”.
“Auspico che la nostra struttura possa diventare davvero un riferimento aziendale per i tanti pazienti che soffrono di questa patologia in quanto la nuova terapia con le cellule mononucleate non solo evita importanti invalidità ma, più in generale, migliora la qualità di vita dei pazienti stessi che possono anche contare nel nostro ospedale su una presa in carico da parte di un team specialistico integrato”, ha commentato la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore dell’ospedale.
“Tale percorso¨ in crescita e necessita di ulteriore esperienza, ma la collaborazione con i diabetologi, gli internisti, gli emodinamisti e gli anestesisti, con gli infermieri del piede diabetico e delle lesioni difficili, sta migliorando sempre di più i risultati e il gradimento dei pazienti, con un moderno approccio multidisciplinare”, ha aggiunto, il dottor Michelagnoli.
