Crollo cantiere Firenze. Continuano le indagini. Proclamato sciopero nazionale

Crollo cantiere Firenze. Continuano le indagini. Proclamato sciopero nazionale

Aperto fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti, per l’incidente avvenuto nel cantiere a Firenze. Il Procuratore: “Diverse criticità nel cantiere. Alcuni operai erano irregolari”. Sciopero nazionale previsto per domani. Ancora disperso il quinto operaio.

Proseguono le indagini per capire le dinamiche dell’incidente nel cantiere di Firenze di venerdì scorso dove, nel corso dei lavori per la nuova sede Esselunga, una trave è crollata portandosi dietro i solai. Sono rimasti uccisi 4 operai, mentre un quinto, Bouzekri Rahimi, risulta ancora disperso.

Secondo il Procuratore di Firenze, Filippo Spiezia, nel cantiere c’erano “diverse criticità”.

Per Spiezia è ancora “prematuro” parlare del “dinamismo che ha determinato il disastro”, ma quando investigatori e magistrati hanno visitato il cantiere di Firenze hanno dedotto che “ci fossero diverse criticità, si tratta di criticità che abbiamo constatato”.

Filiuppo Spiezia

Intanto è stato aperto un fascicolo d’inchiesta, ancora a carico di ignoti, con le ipotesi di reato di omicidio plurimo aggravato dall’inosservanza delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e disastro per crollo colposo. Dalle prime verifiche, inoltre, “risulta che per alcuni operai vi fosse irregolarità per quanto riguarda la loro presenza sul territorio nazionale”.

Questo è un discorso diverso dalla verifica delle posizioni contrattuali” continua il Procuratore “Mi riferisco alla posizione di queste persone e le norme di ingresso nel territorio nazionale”.

Per quanto riguarda il riconoscimento delle vittime, Spiezia conferma che “È iniziata una complessa attività di identificazione di ciò che resta di questi corpi degli operai che sono stati travolti da strutture imponenti. Questa operazione richiede competenze scientifiche anche di tipo genetico perché alcuni di questi corpi sono davvero in condizioni drammatiche”.

Per domani, mercoledì 21 febbraio, in seguito all’incidente è stato proclamato uno sciopero nazionale da Cgil e Uil, insieme alle categorie di metalmeccanici ed edili. I segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri parteciperanno alla manifestazione che si terrà a Firenze a partire dalle ore 16:30 e inizierà a via Mariti, la zona del cantiere.

Basta parlare di cordoglio” affermano i portavoce di Cgil e Uil “è il momento che il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità. Mai più morti sul lavoro”.

Sull’incidente hanno rilasciato dichiarazioni anche le categorie di ingegneri e architetti, in una nota: “La Federazione Architetti PPC Toscani (FAT) esprime le più sentite e sincere condoglianze alle famiglie delle vittime del tragico incidente del 16 febbraio in via Mariti a Firenze, e si unisce nel sostegno ai feriti. In attesa di conoscere i risultati delle indagini in corso, per comprendere appieno le cause e la dinamica dell’incidente, è importante essere consapevoli che la ricerca della massima economia nel processo edilizio, attraverso l’assegnazione di appalti al massimo ribasso, la contrazione dei tempi di esecuzione ed il ricorso indiscriminato al subappalto, non solo non rende più efficiente il procedere dell’opera, ma aumenta in maniera esponenziale i rischi per la sicurezza dei lavoratori. La FAT ribadisce l’importanza cruciale della sicurezza nei luoghi di lavoro, evidenziando che la prevenzione degli incidenti deve rimanere una priorità assoluta in ogni fase del processo edilizio, a partire dal progetto e nel corso della sua esecuzione in cantiere. È fondamentale promuovere in ogni sede il rispetto delle regole esistenti e ricercare con forza nuovi strumenti affinché la cultura della prevenzione integri la sicurezza in ogni fase del processo lavorativo“.

Mentre Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale ingegneri, individua nella pratica del subappalto una delle cause del difficile controllo dei cantieri: “Una delle concause di tragedie come quella di Firenze può essere individuata nell’uso eccessivo del subappalto. Questo perché avere più imprese che lavorano su un cantiere rende più complicata la gestione delle interferenze, ossia la presenza contemporanea nello stesso luogo di più lavoratori che svolgono attività diverse, ed aumenta il rischio di incidenti. Se, invece, c’è un’unica impresa o imprese originariamente conosciute a gestire il cantiere diventa più semplice attuare il piano di sicurezza. Naturalmente, va chiarito che non ci si riferisce al subappalto in generale, ma al cosiddetto subappalto a catena per cui l’ultimo subappaltatore è costretto a lavorare a condizioni economiche molto basse e con tempi strettissimi e spesso non ha la possibilità di verificare adeguatamente il piano di sicurezza e le modalità di intervento. Per ridurre i rischi è necessario che ci sia una buona organizzazione della sicurezza sul luogo di lavoro: ognuno deve sapere come e quando intervenire al fine di limitare i rischi. Se limitassimo il ricorso al subappalto certamente la gestione della sicurezza diventerebbe più semplice“.

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