
Gaza-Israele: 143° giorno di guerra. USA inviano 53 milioni di dollari a Gaza e Cisgiordania
143° giorno del conflitto in Medioriente. John Kirby annuncia che gli USA invieranno altri 53 mln di dollari a Gaza e Cisgiordania. oltre 29.800 le persone uccise a Gaza dal 7 ottobre a oggi. In Israele, 1.200. Tel Aviv riprende i trasferimenti di entrate fiscali all’Autorità palestinese per assicurare i servizi di base.
Ieri la segretaria al Tesoro americano, Janet Yellen, si è recata a San Paolo del Brasile per il G20, la riunione dei ministri finanziari. Nel corso del summit ha annunciato la ripresa dei trasferimenti di entrate fiscali all’Autorità Palestinese per finanziare i servizi di base e sostenere l’economia locale.

Janet Yellen
La segretaria dichiara di aver esposto la questione in una lettera inviata a Benyamin Netanyahu, sottolineando che “il denaro ha già iniziato ad affluire”, dal momento che le restrizioni imposte da Tel Aviv sulla circolazione dei lavoratori palestinesi stanno bloccando il commercio sia in Cisgiordania che nella stessa Israele. “Impedire ai residenti della Cisgiordania di lavorare in Israele ha un effetto negativo molto significativo sui redditi in Cisgiordania. E anche Israele dipende da quella forza lavoro”, ha concluso Yellen.

John Kirby
Nel frattempo gli USA, attraverso Usaid (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) forniranno ulteriori 53 milioni di dollari in assistenza umanitaria urgente a Gaza e in Cisgiordania, come confermato in conferenza stampa dal portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby: “questo porta l’importo totale dei finanziamenti annunciati dal governo degli Stati Uniti dal 7 ottobre a oltre 180 milioni di dollari”. Lo stesso Dipartimento di Stato americano continua a volere una soluzione diplomatica alla crisi in Medioriente.
In numero dei morti nella Striscia ha superato i 29.800. Anche Antony Blinken, Segretario di Stato americano, ha dialogato al telefono con il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, sulla situazione nella Striscia di Gaza. Come riporta la SPA, l’agenzia di stampa ufficiale saudita al centro dei colloqui ci sono stati gli “sforzi per affrontare questioni umanitarie e di sicurezza“.

Antony Blinken
Proprio su tali questioni umanitarie Michael Fakhri, relatore speciale dell’Onu per il diritto all’alimentazione, sottolinea la gravità della situazione: “Privare intenzionalmente le persone del cibo è chiaramente un crimine di guerra. Dal mio punto di vista, come esperto di diritti umani delle Nazioni Unite, questa è ora una situazione di genocidio”.
Hezbollah, l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese, da parte sua ha confermato ieri di esser pronta al cessate il fuoco dal sud del Libano verso postazioni militari israeliane, in caso di accordo di tregua tra Hamas e Tel Aviv.
