
Oggi Giorgia Meloni incontra Mikati e re Abdullah II
La leader di Fratelli d’Italia si trova in Giordania per incontrare il re Abdullah II. Nel pomeriggio andrà in Libano per incontrare anche il premier Mikati. Crosetto sulla missione Unifil: “andare via ora minerebbe, forse definitivamente, la credibilità stessa delle Nazioni Unite“.
Dopo aver partecipato al summit europeo a Bruxelles, Giorgia Meloni è arrivata questa mattina in Giordania, per incontrare ad Aqaba il re ‘Abd Allāh II ibn al-Ḥusayn. È la prima tappa del tour della Premier italiana in Medioriente, che nel pomeriggio si recherà anche in Libano per parlare con il suo omologo Najib Mikati.

‘Abd Allāh II ibn al-Ḥusayn
Meloni è il primo leader politico a recarsi in quelle zone dopo l’attacco israeliano alle truppe Unifil dell’ONU, con l’obiettivo, tra gli altri, di garantire la sicurezza dei soldati, intensificare gli aiuti umanitari, cercare una soluzione diplomatica per migliaia di rifugiati e cercare nuove strategie per riportare la stabilità nella zona.
La missione si svolge in parallelo con la ministeriale Difesa del G7 di Napoli, presieduta dal ministro della Difesa Crosetto, e si inserisce negli “sforzi quotidiani” del governo italiano per promuovere la fine delle ostilità in Libano e a Gaza. In questo ambito, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani lunedì sarà in Israele e Palestina lunedì prossimo.

Antonio Tajani
Sul tavolo dell’incontro con re Abdullah II c’è anche la proposta, da parte della Giordania, del “Gaza humanitarian Gateway” per affrontare la crisi umanitaria nella Striscia, sulla quale i due leader si sono già confrontati a Cipro a margine del vertice Med9.
Per quanto riguarda il Libano, Meloni, oltre a Mikati, incontrerà il presidente del Parlamento Nabih Berri. Nell’occasione, meloni ribadirà la volontà del Governo italiano di partecipare alla stabilizzazione del confine tra Israele e Libano, oltre a chiedere l’impegno di Beirut per garantire la sicurezza del personale di Unifil ancora in zona, come aveva già chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu domenica scorsa nel corso di una telefonata.

Nabih Berri
Con i suoi colleghi libanesi, la leader di Fratelli d’Italia intende parlare anche delle strategie per una piena applicazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In particolare l’impegno per sostenere le forze armate libanesi (Laf) nell’assunzione delle loro responsabilità su tutto il territorio. Un argomento su cui l’Italia svolge un ruolo di primo piano, sia con una missione bilaterale del Mibil sia presiedendo il Comitato Tecnico Militare per il Libano che coordina il sostegno internazionale alle Laf.
Questi incontri saranno anche l’occasione per approfondire il confronto con gli interlocutori sulla crisi dei rifugiati siriani, peggiorata di recente dagli sviluppi che hanno visto un milione di sfollati in Libano (il 20% dell’intera popolazione) e almeno 300.000 persone che hanno cercato rifugio in Siria. Per il Governo italiano, ma anche per quelli di Stati europei, bisogna rivedere la strategia dell’Unione europea in Siria e lavorare con tutti i nomi coinvolti per creare le condizioni affinché i rifugiati possano fare ritorno in Siria in modo sicuro e volontario.
