Grosseto: uccide la compagna con un coltello e chiama il 112
Questa notte in un campo vicino a Monterotondo Marittimo Nicola Stefanini ha ucciso la compagna Silvia Manetti. Subito dopo l’uomo ha chiamato le forze dell’ordine in stato confusionario.

Nicola Stefanini e Silvia Manetti, fonte: Facebook
Circa venti minuti dopo la mezzanotte di ieri una telefonata ai carabinieri annunciava un omicidio appena commesso in provincia di Grosseto. A chiamare era un uomo di 48 anni di Volterra, Nicola Stefanini, che in stato confusionario ha più volte ripetuto al telefono “Ho assassinato la mia compagna, venite ad arrestarmi sono lungo la provinciale 398”, pur senza essere in grado di specificare il punto preciso.
Giunti sul posto, i carabinieri lo hanno trovato con i vestiti sporchi di sangue e in lacrime davanti alla sua automobile. All’interno dell’abitacolo, sul sedile del passeggero, c’era anche il corpo di Silvia Manetti, uccisa con una coltellata alla gola. Sull’altro sedile, quello di guida, c’era ancora il coltello a serramanico sporco di sangue.
La vittima, 46enne vedova, madre di due figli e compagna dello stesso Stefanini, lavorava in un locale di Monterotondo, cittadina dove avevano di recente deciso di trasferirsi per convivere.
Secondo le prime ricostruzioni la coppia aveva appena festeggiato il terzo anniversario della relazione cenando in un ristorante di Suvereto. Un evento annunciato dallo stesso Stefanini su Facebook in un post (ora rimosso) di due giorni fa dove, rivolto alla donna, scriveva: “Tu che sei l’essenza dei giorni miei, auguri amore mio. Oggi sono 3 anni che mi sopporti” alternandovi cuoricini e teschi.
Dopo la cena la coppia si è spostata verso l’interno, diretta a Campetroso, a circa 20 km da Monterotondo, dove si è poi svolto l’omicidio in un punto della statale 398 in mezzo a campi di uliveti. Un luogo talmente fuori mano che l’unico edificio nei paraggi è un santuario isolato.
Fatto salire sulla vettura dei carabinieri, Stefanini ha iniziato a perdere il controllo fino a rompere uno dei vetri degli sportelli. Trasferito infine nella caserma di Massa Marittima in stato alterato, è ora in attesa del trasferimento in carcere.
Al momento in cui scriviamo non si conoscono ancora le motivazioni alla base dell’omicidio, anche se gli inquirenti ipotizzano un episodio di gelosia, e il pm Anna Pensabene potrà interrogare Stefanini solo quando l’uomo sarà in condizioni più adatte.
