
Conflitto Israele-Hamas: media siriani parlano di raid ad Aleppo e Damasco
Secondo i media siriani, Israele avrebbe effettuato dei raid anche negli aeroporti di Aleppo e Damasco. Blocco di Hamas ai corridoi umanitari diretti verso Gaza. Abu Mazen: “Stop al terrorismo dei coloni“. Per Netanyahu Hamas “Va schiacciato come l’isis“.
Il conflitto i Medio oriente tra Israele e Hamas sembra essersi esteso anche alla Siria. Secondo i media locali, infatti, ci sarebbero stati dei raid da parte di Tel Aviv negli aeroporti internazionali di Aleppo e Damasco, che però avrebbero provocato solo danni alle strutture ed edifici, senza vittime né civili né militari.
Tali attacchi avrebbero avuto come obiettivo dei depositi di armi iraniane custoditi dagli Hezbollah libanesi di stanza in Siria, e sembrano improbabili soprattutto perché sin dall’inizio del conflitto il ministro degli esteri libanese, Abdallah Bou Habib, ha dichiarato di aver ricevuto garanzia dagli stessi vertici di Hezbollah del mancato coinvolgimento dell’organizzazione paramilitare.

Olaf Scholz
All’inizio si sospettava anche un coinvolgimento dell’iran, subito smentito dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani. A confermarlo è anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz: “Non abbiamo prove tangibili che l’Iran abbia dato un sostegno concreto e operativo a questo vile attacco di Hamas” ma non esclude un sostegno precedente “Ma è chiaro a tutti noi che senza il sostegno iraniano negli ultimi anni, Hamas non sarebbe stato in grado di compiere questi attacchi senza precedenti in territorio israeliano”.
Nel frattempo il presidente siriano Bashar al-Assad e il suo omologo iraniano Ebrahim Raisi hanno chiesto ai paesi di matrice islamica di rimanere uniti a sostegno dei palestinesi. Come ha detto lo stesso Raisi nel corso di una telefonata ad al-Assad: “I paesi islamici e arabi, così come tutti i popoli liberi del mondo, devono raggiungere un’unica posizione per fermare i crimini del regime sionista contro il popolo palestinese oppresso”.

Bashar al-Assad
L’Egitto, da parte sua, accetta di aprire il valico di Rafah (Colpito da vari raid di Israele) ma Hamas blocca il corridoio umanitario, temendo che si trasformi in una via per un esodo di massa. Secondo l’organizzazione militare/partito politico islamista, tale corridoio “Costringerebbe il popolo palestinese ad abbandonare la propria patria“.
Benjamin Netanyahu ha esortato sia Israele sia i militanti islamici a considerare Hamas allo stesso modo dell’Isis. “Proprio come è stato schiacciato l’Isis, anche Hamas sarà schiacciato. E Hamas dovrebbe essere trattato esattamente come è stato trattato l’Isis“.

Joe Biden
Da parte degli USA, storici alleati di Israele, persino il presidente Joe Biden ha esortato il suo omologo Netanyahu e rispettare certe regole, anche se di guerra: “Gli ho detto che è davvero importante che Israele, con tutta la rabbia e la frustrazione che c’è, operi secondo il diritto di guerra” ha confermato infatti il presidente americano. La Casa bianca teme che Tel Aviv, uccidendo civili, donne e bambini, finisca per mettersi allo stesso piano di Hamas. Anche per questo Washington sta lavorando per permettere i corridoi umanitari di cui parlavamo poco sopra.

Jens Soltenberg
Parole, quelle di Biden, sottolineate anche dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “Con l’evoluzione del conflitto è importante proteggere i civili e questo è stato espresso con chiarezza dagli alleati. Nella guerra ci sono regole e c’è una richiesta di proporzionalità. Questo è stato sottolineato da molti alleati, così come hanno condannato con chiarezza il brutale attacco terroristico di Hamas“.
