Legittima difesa, la riforma ora è legge

Legittima difesa, la riforma ora è legge

Il Senato approva in via definitiva il testo voluto dalla Lega. Salvini esulta: "E' un giorno di festa per gli italiani". I magistrati invece esprimono seri dubbi

La riforma sulla legittima difesa è finalmente legge. Con 201 sì, 38 no e sei astenuti il Senato ha approvato in via definitiva il provvedimento tanto voluto dalla Lega. Il testo è identico a quello passato a Montecitorio e quindi, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà legge a tutti gli effetti. Salvini esulta e si dice soddisfatto del traguardo raggiunto: “Dopo anni di polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante – ha sottolineato il vice premier. – Non si legittima il Far West, ma si sta con i cittadini perbene”. Oltre a lui in Aula erano presenti il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, e quello per l’Agricoltura, Gianmarco Centinaio. Assenti invece i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. “Con il via libera al provvedimento si eliminano anni e anni di giri per i tribunali e di spese legali – ha aggiunto Salvini. – Si elimina il risarcimento di centinaia di migliaia di euro per i parenti dei poveri rapinatori”.

Quali sono le modifiche apportate? Il primo punto da chiarire è che la nuova legge cambia radicalmente la posizione di chi viene aggredito nella propria abitazione o nei luoghi di lavoro e centro imprenditoriale. In sostante viene modificato l’articolo 52 del codice penale precisando che la proporzionalità tra offesa e difesa è sempre riconosciuta se sussiste il pericolo di aggressione. Se ci sentiamo minacciati da qualcuno la difesa è sempre considerata quindi legittima. Viene inoltre introdotta un’ulteriore presunzione all’interno dell’articolo 52, in base alla quale è sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che utilizza un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo per respingere l’intrusione del malintenzionato di turno. La legge interviene anche sull’articolo 55 del codice penale che disciplina l’eccesso colposo della legittima difesa ed in particolare esclude la punibilità di chi, trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per salvaguardare la propria o l’altrui incolumità. Si inaspriscono le pene per chi commette reati contro il patrimonio: furti, scippi, rapini e per chi viola il domicilio, soprattutto se è armato. La riforma interviene sulla disciplina civilistica della legittima difesa nel senso che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non è obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto. Si prevede, inoltre, che nei casi di eccesso colposo, al danneggiato sia riconosciuto il diritto ad una indennità, calcolata dal giudice tenendo conto della gravità, delle modalità realizzative e della condotta posta in essere dal danneggiato. Infine viene introdotto il patrocinio a spese dello Stato in favore di colui che sia stato assolto, prosciolto o il cui procedimento penale sia stato archiviato per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo di legittima difesa.

Se una parte del mondo della politica festeggia, è polemica invece tra i magistrati che sollevano dubbi di incostituzionalità nella nuova legge. “La riforma non tutelerà i cittadini più di quanto fossero già tutelati fino ad oggi – ha sottolineato Francesco Minisci, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. – Al contrario introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a veicolare grandi difficoltà di interpretazione”. Dello stesso avviso è il presidente dell’Unione delle Camere penali Giandomenico Caiazza che giudica la legge inutile e pericolosa: “è una norma inutile perché qualunque avverbio inserito in una norma non può evitare la valutazione discrezionale di un giudice su un omicidio avvenuto in casa. Ed è pericolosa perché diffonde la convinzione nella gente che si possa agire in condizioni di impunità in casa. Non è così”.

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (2)
  • comment-avatar
    FRANCESCO SCHIAVONE 7 anni

    Adesso, per migliorare la applicabilità della legge, occorre rivedere la discrezionalità dei giudici.