
Mali, liberati Padre Maccalli e Nicola Chiacchio
Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso in una dichiarazione il suo "immenso sollievo" e la sua gratitudine alle autorità maliane."La lotta contro il terrorismo nel Sahel - dove la Francia ha impiegati circa 5.100 soldati - continua", ha twittato
Padre Macalli è libero e sta bene. Dal Mali dove è avvenuto il rilascio si sono rincorse già dalla tarda serata di ieri le notizie, e sul web si sono moltiplicati i messaggi di gioia, sul fronte istituzionale e religioso. Il padre missionario della provincia di Crema, 59 anni, della Società Missione Africane, Pierluigi Maccalli, era stato rapito in Niger al confine col Burkina Faso, nella notte tra il 17 e il 18 settembre del 2018, da miliziani jihadisti. Prestava la sua opera nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Il sequestro era avvenuto una settimana dopo il rientro di padre Gigi da un periodo di vacanze in Italia dove la sua diocesi di origine non aveva mai perso le speranze di riabbracciarlo e ogni 17 del mese da due anni, ha celebrato un Messa o una Veglia in suo ricordo e in preghiera.
L’ultima apparizione di padre Gigi risaliva ad un video del 24 marzo scorso, in cui appariva insieme all’ingegnere campano, Nicola Chiacchio, scomparso probabilmente in Mali mentre viaggiava come turista nel 2019, e anche lui rilasciato. Nel video i due erano seduti uno di fianco all’altro, barbe incolte e visibilmente dimagriti. Anche ora sono insieme. In tutto sono 4 gli ostaggi liberati, come ha annunciato il governo del Mali. Con i due italiani ci sono anche, a bordo del volo partito dalla città settentrionale di Tessalit e diretto a Bamako, Soumaïla Cissé, ex ministro delle finanze del Mali sequestrato nel marzo scorso quando era a capo dell’opposizione in piena campagna per le legislative; e la cooperante francese Sophie Pétronin scomparsa dal 2016.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso in una dichiarazione il suo “immenso sollievo” e la sua gratitudine alle autorità maliane.”La lotta contro il terrorismo nel Sahel – dove la Francia ha impiegati circa 5.100 soldati – continua”, ha twittato.
