
Probabili verità sulle esplosioni in Libano, fra geochimica e anti-mainstream
dubbi e mezze verità sull'esplosione a Beirut
Tonnellate di ammonio esplose in Libano, che hanno lasciato una nube tossica così densa che il ministro della salute libanese ha dichiarato che forse si dovrà abbandonare la città. 137 morti e 5mila feriti, questo è il risultato della misteriosa esplosione, lo scoppio è stato anche percepito ( per via della sua violenza) nell’isola di Cipro, lontana ben 160 chilometri dalla nazione libanese. In questo momento nessuno conosce realmente la verità e paradossalmente ci si può affidare alle teorie di contro-informazione politica e geopolitica che stanno prendendo sempre più contatto con la realtà in questi ultimi mesi.
Infatti molti etichettati come “complottisti” stanno avendo ragioni su vari aspetti di questa realtà socio-politica, in primis sulle aspirazioni del governo Conte II nell’instaurazione di una dittatura tecno-sanitaria e terapeutica mettendo a processo le opposizioni ( Matteo Salvini per il caso Open Arms). Secondo quanto detto dal giornalista e scrittore della corrente anti-mainstream Francesco Amodeo, pare che vi sia lo “zampino” degli USA, in quanto colpire il Libano a livello geopolitico avrebbe permesso di rafforzare gli Stati Uniti dalle minacce oltre che dallo stesso Deep State che si muove in chiave anti-Trumpiana.
Prende spunto la teoria dei “caccia Israeliani” avvistati nel cielo di Beirut contro la tesi dell’esplosione geochimica, in quanto anche lo stato giudaico per via del suo forte legame con gli USA avrebbe interesse nell’indebolimento di quell’area del Medio-Oriente e sopratutto per evitare che queste due realtà nazionali possano perdere il controllo del Fondo Monetario Internazionale, istituitosi con le Nazioni Unite al termine della seconda guerra mondiale. Non a caso il Libano è un avanposto dell’Iran e le varie task force e servizi segreti USA ( sempre seguendo la teoria di Amodeo) suggerirebbero di sanzionare economicamente anche le varie aziende estese all’interno di quella porzione di territorio.
