
Riforma Giustizia: Nordio incontra oggi l’Anm. Il punto in comune con Parodi
Oggi Nordio incontra l’Anm per discutere della separazione delle carriere. Il punto cruciale condiviso con Parodi. Il Guardasigilli avverte l’Anm: “Sì al dialogo, ma la riforma non si tocca“. Per la Premier italiana la riforma è improcrastinabile.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio mette le cose in chiaro con l’Anm prima dell’incontro di oggi, in particolare sulla riforma della Giustizia e la separazione delle carriere. Parlando alla Camera, nel corso del convegno “(In)Separabili-Pm e giudici alla prova dell’equa distanza”, organizzato da Noi moderati, il guardasigilli ha affermato: “Parleremo dell’efficienza della Giustizia rccogliendo tutti i suggerimenti ei contributi che i colleghi magistrati varranno darci in base alla loro esperienza e anche alla mia, visto che proveniamo dalla stessa carriera. Ma su alcuni aspetti come la separazione delle carriere è inutile continuare a polemizzare“.

Carlo Nordio
D’altra parte Nordio aveva già chiarito che giudici e Pm “devono essere di due parrocchie diverse” ma che “non c’è nessun intento punitivo contro le toghe“.
Per chi teme che la riforma possa avere effetti dannosi sulla Giustizia, c’è condivisione tra Nordio e Cesare Parodi (che lo stesso guardasigilli definisce “un amico”): “ha ragione lui, questa riforma non influisce sull’efficienza della Giustizia, ma nessuno lo ha mai preteso. Non abbiamo mai detto che la separazione delle carriere rende i processi più veloci, ma è una riforma coerente con il precipitato logico di una riforma che ha portato al passaggio del 1988 dal processo inquisitorio a quello accusatorio. Il giudice è terzo e imparziale, e tale deve essere percepito dal cittadino“.

Giorgia Meloni
Parodi, da parte sua, frena i timori che magistrati e politica possano mescolarsi, affermando: “ho letto dichiarazioni di politici che temono che l’Anm diventi un partito dei giudici Non avverrà, almeno fin quando io sarò presidente. Non vogliamo diventare un partito politico“.
Nordio prosegue poi sottolineando come serva rispetto per il Parlamento, che ha già votato la riforma, e ora tocca ai cittadini decidere con un referendum, evitando slogan e concentrandosi sui contenuti. Che ci sia premura lo aveva confermato anche Giorgia Meloni di recente in Senato, quando ha detto che “la riforma della Giustizia dal mio punto di vista, è improcrastinabile“.
