Per la Cassazione il Governo deve risarcire i migranti della nave Diciotti

Per la Cassazione il Governo deve risarcire i migranti della nave Diciotti

La Cassazione condanna il Governo a risarcire i migranti trattenuti nel 2018 a bordo della nave Diciotti. Viminale: “la sentenza della Cassazione è ininfluente. Non cambia la gestione immigrazione e assegnazione porti“. Tajani:”Se questa sentenza crea un precedente, le casse dello Stato rischiano di saltare“.

Nuovo scontro tra Governo e Magistratura sulla gestione dei flussi migratori, in seguito alla sentenza della Cassazione sui risarcimenti ai migranti della nave Diciotti. Il Governo è stato condannato infatti a risarcire i migranti che nell’agosto del 2018 furono trattenuti per dieci giorni a bordo della nave della Guardia costiera, in attesa che si decidesse su come gestire l’accoglienza.

Per lo Stato potrebbe essere una spesa milionaria. facendo una stima, il risarcimento potrebbe essere tra i 40 e i 72 mila euro per migrante. Dal momento che a bordo della nave c’erano 177 richiedenti asilo, se anche a un solo centinaio di essi venisse riconosciuta una media di 50mila euro a testa di risarcimenti, diventerebbe una spesa di 5 milioni per il Governo. E stiamo tenendo le stime basse.

Si legge un una nota dell’Unione delle Camere penali: “L’autonomia e l’indipendenza della funzione giudiziaria vanno garantite, tutelate e difese non solo in quanto principi costituzionali, ma anche nell’esercizio quotidiano della giurisdizione. La critica e il dissenso rappresentano rappresentano il fondamento di ogni confronto democratico, ma incontinenti aggressioni verbali che esulano del tutto dal merito tecnico delle decisioni giudiziarie, costituiscono una grave lesione all’immagine stessa della giurisdizione“.

Matteo Salvini

Nel frattempo, il giorno dopo la decisione della Cassazione, che ha riacceso lo scontro tra Governo e Magistratura, il Viminale ha giudicato “sostanzialmente ininfluente” la sentenza. E sono arrivate subito le reazioni del Governo.

Matteo Salvini la definisce una “sentenza vergognosa“, invitando i giudici a pagare di tasca loro, mentre la Premier Giorgia Meloni ritiene “frustrante” dover destinare i fondi pubblici a tali risarcimenti.

Antonio Tajani, da parte sua, teme anche che la sentenza possa diventare un precedente al quale potrebbero affidarsi altri migranti in futuro, anche con effetto retroattivo: “Se questa sentenza crea un precedente, le casse dello Stato rischiano di saltare“.

Antonio Tajani

Se infatti altri migranti dovessero affidarsi a questa sentenza, ad esempio quelli trattenuti in passato su navi come la Open Arms, la spesa per il Governo arriverebbe a decine di milioni di euro. Anche Carlo Nordio avvisa: “Se apriamo questa porta, rischiamo un’ondata di richieste che potrebbe mettere in crisi le nostre finanze“.

 

 

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