Roberto Saviano rinviato a giudizio per insulti verso Meloni e Salvini

L’autore di “Gomorra” definì i due deputati “bastardi” su La7 lo scorso anno, nel corso di una trasmissione dedicata all’immigrazione clandestina. Ora è stato rinviato a giudizio per diffamazione.

Facciamo un passo indietro. Poco meno di un anno fa, nel corso della trasmissione “Piazza pulita” condotta da Corrado Formigli, dove si parlava di immigrazione a naufragi delle navi Ong nel Mediterraneo, Saviano, commentando la morte di un bambino durante una traversata, dichiarò “Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle Ong, taxi del mare, crociere, ma viene solo da dire bastardi. A Meloni, a Salvini, bastardi, come avete potuto? Come è stato possibile, tutto questo dolore descriverlo così?“. Già all’epoca i due, Saviano e la Meloni, erano in posizioni diametralmente opposte, con il primo che pretendeva i porti aperti per tutti, e la seconda che chiedeva un blocco navale e i necessari controlli.

Parole inadatte e fuori luogo, quelle di Saviano, che infatti provocarono l’immediata reazione della leader di Fratelli d’Italia, che per mezzo dei social affermò “Sono stufa di assistere a questo disgustoso sciacallaggio da parte di Saviano. Per voi è normale che a questo odiatore seriale sia consentito diffamare senza contraddittorio chi non è in studio?“.

Dalle parole ai fatti, e a luglio di quest’anno la procura, dopo aver fatto le necessarie verifiche affidate al pm Pietro Polidori, rinviò a giudizio Saviano per diffamazione.

Oggi sono stato in tribunale, rinviato a giudizio su denuncia di Giorgia Meloni per aver esercitato il diritto di critica, il diritto di libero pensiero”, così, in un video, ha reagito lo scrittore alla notizia del rinvio a giudizio. Peccato, per lui, che le offese a mezzo televisivo, a prescindere dalle motivazioni, non sono critiche o opinioni, ma sono un reato.

Nello stesso video, dove cerca di difendersi, Saviano afferma inoltre che la leader di Fratelli d’Italia intendesse, nientemeno, “Di voler affondare un’ambulanza del mare”. Anche qui sbaglia, dal momento che all’epoca la Meloni chiese, semplicemente, di sequestrare le navi, arrestare gli scafisti e rimandare indietro chi non aveva diritto di chiedere asilo.

Ma vale la pena di riportare l’intera dichiarazione: “Il mio giudizio su Meloni e su quello che ha detto lo rivendico e continuerò a portarlo avanti. Una persona che dichiara di voler affondare un’ambulanza del mare, Sea Watch, che ha continuato a mentire sull’immigrazione manipolando i dati, diffondendo paure, parlando di invasione, raccontando che le Ong erano alleate dei trafficanti, l’ho sempre trovato vergognoso e l’ho aspramente criticato”.

La prima udienza per diffamazione si terrà il 15 novembre del prossimo anno, e Saviano ha dichiarato di voler essere presente di persona.

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