Svezia: la premier Magdalena Andersson si dimette a poche ore dalla nomina
Per la Prima volta la Svezia aveva eletto una donna alla guida del suo Governo, ma Magdalena Andersson, leader dei socialdemocratici del paese, si è dimessa poche ore dopo, a causa della scelta del partito di Centro di non appoggiare più l’esecutivo.

Magdalena Andersson, fonte: Governo svedese
Eletta al congresso a Goteborg con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari, numeri che in Svezia consentono comunque di vincere, la Andersson avrebbe dovuto sostituire Stefan Lofven, sotto il cui governo aveva già ricoperto il ruolo di Ministro delle finanze per sette anni.
54 anni, figlia dell’insegnante Brigitta e del docente Goran, brillante studentessa di economia all’università di Stoccolma e ad Harvard, con in tasca un dottorato in scienze sociali conseguito a Uppsala, poi consigliera politica del primo ministro Göran Persson, prese infine il posto di Löfven come leader dei socialdemocratici, diventando così la favorita per il ruolo di premier.
Circondata da un clima caratterizzato dall’ascesa della destra, in particolare dal partito anti-immigrazione dei Democratici svedesi alleati con i conservatori guidati da Ulf Kristersson, grazie alla sua tenacia (è soprannominata Bulldozer e spesso paragonata ad Angela Merkel), Magdalena Andersson è riuscita comunque a scalare i vertici della scena politica svedese, puntando molto sul sistema sanitario, sul clima e sulla lotta alla criminalità: “La Svezia può fare meglio e so che siamo noi che dobbiamo portare avanti la Svezia”, dichiarava la Andersson, che sul sito ufficiale del Governo prometteva anche che “Creare una crescita socialmente ed ecologicamente sostenibile ed equamente distribuita è uno dei temi cruciali del nostro tempo. È anche un tema in cui la Svezia ha buone prospettive di essere in prima linea“.
Ieri mattina il Parlamento svedese le aveva già votato la fiducia. Ma già poche ore dopo l’insediamento da premier, nel pomeriggio, lo stesso Parlamento ha poi approvato una manovra finanziaria sostenuta dall’opposizione, tra cui i Cristianodemocratici, i Moderati e l’estrema destra degli Svedesi Democratici. In teoria tale manovra avrebbe dovuto essere bocciata, ma all’ultimo momento il Centro, che almeno tecnicamente avrebbe dovuto sostenere il nuovo Governo e la premier appena eletta, ha deciso di astenersi dal voto, spostando così i dati e permettendo il passaggio della manovra.
In questo modo i Verdi, che governavano in coalizione con il Partito di Magdalena Andersson, hanno deciso di abbandonare il Governo, costringendo di fatto la nuova premier alle dimissioni.

Per Bolund, fonte: Governo svedese
“È un momento molto difficile, siamo sorpresi ed indignati dalle azioni del Partito del Centro, per noi la politica non è un gioco”, ha dichiarato Per Bolund, leader dei Verdi e vice premier, chiedendosi anche come sia possibile dare la mattina la fiducia a un Governo, per poi ritirarla in poche ore.
Da parte sua la Andersson, nel corso di una conferenza stampa, ha commentato: “La pratica costituzionale vuole che un governo di coalizione si dimetta dopo che uno dei partiti abbandona la coalizione. Non voglio dirigere un governo la cui legittimità è messa in discussione” esprimendo poi la speranza di poter essere nuovamente votata in futuro guida dell’esecutivo.
