Tangenti in Lombardia. Arrestati 43 politici ed imprenditori

Tangenti in Lombardia. Arrestati 43 politici ed imprenditori

Scoperto un sistema criminale che favoriva le associazioni mafiose nell'assegnazione di appalti pubblici, in cambio del finanziamento ai partiti. Tra gli arrestati il consigliere comunale Pietro Tatarella, candidato di Forza Italia alle Europee, ed il sottosegretario forzista della Regione, Fabio Altitonante

Maxi blitz dei carabinieri di Monza e della guardia di finanza di Varese che questa mattina all’alba hanno dato esecuzione a 43 ordinanze di custodia cautelare al termine di una inchiesta condotta dalla Dda di Milano che ha scoperchiato un sistema consolidato di comportamenti ritenuti illeciti nella pubblica amministrazione della Regione Lombardia amministrata dalla maggioranza di centrodestra Lega-Forza Italia. In sostanza politici, imprenditori e amministratori favorivano le associazioni di tipo mafioso nell’assegnazione di appalti pubblici, in cambio del finanziamento ai partiti. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito una cosca mafiosa e finalizzata a corruzione, finanziamento illecito ai partiti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazioni per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abuso d’ufficio. Delle 43 persone destinatarie del provvedimento, firmato dal gip Raffaella Mascarino, 12 sono finite in carcere, 16 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma.

Tra gli arrestati figurano il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee nella circoscrizione di Nord-Ovest, ora in carcere ed il sottosegretario forzista all’area Expo della Regione Fabio Altitonante, ai domiciliari. È finito in manette anche Daniele D’Alfonso della Ecol-Service srl, l’unico al quale è stata contestata l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta, in quanto con gli appalti ottenuti in cambio di tangenti avrebbe dato lavoro agli uomini della famiglia calabrese dei Molluso di Buccinasco. Ed è proprio D’Alfonso che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, attraverso fittizie consulenze e altre utilità, avrebbe remunerato stabilmente Tatarella con consulenze fittizie da 5 mila euro al mese. I due si incontravano Da Berti, il ristorante milanese vicino agli uffici della Regione già venuto a galla in molte indagini, e che ora nel linguaggio degli indagati è diventato “la mensa dei poveri”.

La Procura ha chiesto poi alla Camera l’autorizzazione all’arresto del deputato forzista Diego Sozzani. Turbativa d’asta e corruzione sono invece i reati ipotizzati a carico di Mauro De Cillis, il responsabile operativo dell’Amsa, la municipalizzata che gestisce i rifiuti di Milano.

Nell’inchiesta figura anche l’ex coordinatore provinciale di FI a Varese, Gioacchino Caianiello, già condannato in via definitiva nel 2017 per concussione e ora accusato di “istigazione alla corruzione” nei confronti del presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, che a quanto pare non ha mai denunciato l’episodio e che risulta parte offesa. “Non dico nulla, ho letto che io sono parte offesa. Quindi per rispetto della magistratura le cose che dovrò dire le dirò a loro”, ha commentato Fontana ai giornalisti.

In totale sono 95 le persone indagate tra le province di Varese, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino, Asti.

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