
Trump sospende per un mese i dazi sulle auto prodotte in Canada e Messico
Trump sospende per un mese i dazi sulle industrie di automobili attive in Messico e in Canada. Lutnick esclude la possibilità che l’Italia possa evitare le imposte basandosi sui buoni rapporti tra il presidente americano e la Premier italiana.
Il presidente americano Donald Trump torna, almeno in parte e in via temporanea, sulle sue decisioni riguardanti i dazi nei confronti di Messico e Canada, più nello specifico nel settore dell’industria delle automobili.

Donald Trump
Il pacchetto di dazi deciso da Washington ha infatti provocato una reazione negativa del mercato )con persino un abbassamento dei valori a Wall Street), da qui la decisione di ieri di sospenderli per un mese nel settore dei veicoli importati dai due paesi.
Tale marcia indietro del presidente americano è dovuta anche ai colloqui avuti di recente con i vertici delle industrie Gm, Ford e Stellantis (l’ex Fiat Group Automobiles). Un’altra opzione è quella di produrre negli USA, come ha già pianificato dallo stesso Trump nel settore agricolo rivolgendosi direttamente agli imprenditori.

Howard Lutnick
Nel frattempo si attende ancora la decisione sui dazi nei confronti dell’Unione europea, che dovrebbero entrare in vigore dal 2 aprile prossimo, ma il segretario al Commercio USA, Howard Lutnick, ha già dichiarato che l’Italia non potrà affidarsi ai buoni rapporti tra Trump e la Premier Giorgia Meloni per evitare le imposte.

Lutnick sottolinea il principio di reciprocità, come reazione alle regole fiscali operative in Europa nei confronti delle multinazionali tecnologiche (in gran parte americane): “se volete evitare o abbassare i dazi, potete semplicemente cancellare o abbassare quelli che imponete a noi. Se avete una tariffa su di noi, dovremmo averne una su di voi. Si tratta solo di equilibrio. Quindi i dazi scatteranno a partire dal 2 aprile (in quella che viene ormai chiamata “giornata dei dazi reciproci”, ndr). Quello che seguiamo è un approccio olistico, che tenga in considerazione sti i balzelli, dall’IVA ai costi delle regolamentazioni, fino alle tasse sul digitale, oltre ai dazi in sé“.
