
USA: la Camera ordina il ritiro dall’Iran
Camera USA, con i repubblicani uniti ai Democratici, firma una risoluzione per il ritiro delle forze USA dall’Iran, ma Trump potrebbe porre il veto. Per il presidente americano i colloqui con Teheran potrebbero concludersi questo fine settimana, ma i Pasdaran negano.
la Camera dei Rappresentanti USA ha appena firmato una risoluzione per imporre il ritiro delle truppe americane dai territori dell’Iran. La mossa rappresenta un duro colpo politico per Donald Trump, ma va specificato che la risoluzione, adottata da quattro membri del Partito repubblicano insieme ai democratici, è solo simbolica, dal momento che il presidente americano può bloccare il provvedimento se questo ottiene l’approvazione del Senato.

Benjamin Netanyahu
Da parte sua, Trump respinge le insinuazioni secondo le quali sarebbe stato ingannato dal suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu per far entrare gli USA in guerra contro l’Iran, e sottolinea “Se non avessi attaccato l’Iran, Israele adesso non esisterebbe“.
Per l’inquilino della Casa Bianca, però, i colloqui con Teheran stanno andando avanti bene, e potrebbero concludersi “Questo fine settimana“, ma nello stesso tempo non esclude che il blocco navale dello Stretto di Hormuz possa durare fino a settembre, quando ci sarà la festa del Labor Day.

Mojtaba Khamenei
Se Teheran firmerà l’accordo di Washington, Trump si dice disposto persino a incontrare la guida suprema Mojtaba Khamenei, a patto che l’Iran rispetti l’impegno a non cercare di sviluppare un’arma nucleare.
Tali circostanze sono smentite dai Pasdaran, secondo i quali “Il dialogo è interrotto“. Il problema è che Teheran ha preso varie volte in passato questo accordo senza rispettarlo. Figurava già nell’accordo JCPOA firmato da Barack Obama (oltre che da Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania) nel 2015.

Poi Donald Trump, all’epoca del suo primo mandato, rinnegò l’accordo perché non lo riteneva credibile. Ma a questo giro il presidente americano si trova nella necessità di calmare i mercati e far calare il prezzo dei carburanti, quindi per alcuni starebbe adottando una strategia di minacce militari alternate con ottimismo diplomatico.
