Apostolico: dopo la sentenza di Catania un altro giudice non convalida un fermo a migranti

Apostolico: dopo la sentenza di Catania un altro giudice non convalida un fermo a migranti

Dopo la sentenza della giudice Apostolico di Catania, un suo collega ha rigettato un’analoga richiesta di fermo nei confronti di 6 migranti.

In seguito alla sentenza del 29 settembre scorso della giudice Iolanda Apostolico, che aveva accolto il ricorso di alcuni migranti contro il Governo italiano e non ne aveva convalidato il fermo nel centro di Pozzallo, provocando anche l’immediata reazione di Giogia Meloni, sembra si sia scatenato un effetto valanga contro il Decreto Cutro.

Ora un Tribunale, di nuovo quello di Catania, tramite il giudice Rosario Cupri non ha convalidato di sei migranti al centro di Pozzallo, già disposto dal Questore di Ragusa, contravvenendo così alle regole del Decreto Cutro.

Tribunale di Catania

Il giudice ha disposto l’immediata liberazione dei migranti, assistiti dagli avvocati Rosa Lo Faro e Fabio Presenti, con motivazioni articoli in gran parte sovrapponibili a quelle della collega Apostolico.

Uno dei procedimenti riguarda un tunisino di 37 anni giunto a ottobre scorso a Lampedusa e poi trasferito al centro di Pozzallo. In questo caso Cupri sottolinea, riportando a una decisione della Corte di giustizia dell’Ue, che “Il trattenimento di un richiedente protezione internazionale” costituisce “Una misura coercitiva che priva tale richiedente della sua libertà di circolazione e lo isola dal resto della popolazione, imponendogli di soggiornare in modo permanente in un perimetro circoscritto e ristretto. Ne discende che il trattenimento, costituendo una misura di privazione della libertà personale, è legittimamente realizzabile soltanto in presenza delle condizioni giustificative previste dalla legge”.

Stefano Candiani

La Lega, da parte sua, continua a chiedere la rimozione della giudice Apostolico, anche tramite il suo deputato Stefano Candiani: “Guardare le nuove immagini della presenza di Apostolico alla manifestazione della sinistra estrema a Catania fa veramente inorridire. La giudice dimostra un impressionante disprezzo per l’ufficio di magistrato che ricopre ed esprime inaccettabile arroganza nei confronti del popolo, nel cui nome, ricordo, emette e ha emesso sentenze che diventa legittimo rileggere come viziate da faziosa sinistra partigianeria. Un soggetto simile è un danno per la credibilità dell’intera categoria. È ovvio che vada rimossa dall’ufficio che ricopre. Soprassedere getterebbe una grave ombra di compiacenza sul Csm, ma non solo”.

Nel frattempo un sondaggio ha rivelato come la metà degli italiani ritenga sbagliata la decisione della giudice Apostolico, mentre l’altra metà è divisa tra chi è d’accordo e chi invece non ha un’opinione precisa.

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