Bergamo, ucciso ex segretario della Lega nord, Franco Colleoni

Bergamo, ucciso ex segretario della Lega nord, Franco Colleoni

I carabinieri di Treviglio indagano a 360 gradi: il fatto che l'abitazione di Colleoni sia stata trovata a soqquadro fa propendere per l'ipotesi di un furto degenerato. Colleoni era molto noto nella Bergamasca: leghista della prima ora, aveva lasciato il partito nel 2004, dopo aver ricoperto anche l'incarico di segretario provinciale. Nel 2013 aveva poi dichiarato pubblicamente di aver votato il Movimento 5 Stelle, senza tuttavia poi impegnarsi più  politicamente.

L’ex segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo, Franco Colleoni, è stato ucciso ieri mattina nel cortile della sua casa di Dalmine: 68 anni, è  stato colpito più volte alla testa con un corpo contundente e lasciato a terra. Attorno alle 11.30 uno dei figli lo ha trovato rincasando e ha avvisato sua madre e suo fratello, che vivono nella stessa grande abitazione formata da più appartamenti e dove, al pianterreno, si trova anche il ristorante ‘Il Carroccio’ che Colleoni gestiva da oltre vent’anni, di recente affiancato da uno dei figli.

I carabinieri di Treviglio indagano a 360 gradi: il fatto che l’abitazione di Colleoni sia stata trovata a soqquadro fa propendere per l’ipotesi di un furto degenerato, perchè  il padrone di casa potrebbe aver sorpreso i ladri. In realta’  pero’ l’efferatezza dell’ aggressione lascia aperta ogni ipotesi: ecco perchè gli inquirenti – coordinati dal sostituto procuratore di Bergamo Fabrizio Gaverini – stanno scavando anche nel recente passato della vittima, a partire dai conoscenti e fino all’attivita’  lavorativa. I vicini di casa non hanno viso

nessuno, nonostante l’aggressione sia avvenuta in pieno giorno: la recinzione frontale della casa (una vecchia cascina bergamasca ristrutturata) e del ristorante è un muro alto oltre due metri da dove sono passati, dunque, gli aggressori.  Probabilmente dal retro, dove il terreno della proprietà  di Franco Colleoni presenta una depressione geologica verso il corso del fiume Brembo. Tutta l’area è recintata, ma da dietro non è impossibile che qualcuno abbia scavalcato la rete di protezione. I carabinieri di Bergamo hanno sentito nel corso della giornata decine di persone tra familiari, conoscenti, colleghi e vicini di casa. Al vaglio ci sono anche le numerose telecamere comunali della zona. I carabinieri di Treviglio hanno anche repertato alcuni oggetti contundenti che sono stati trovati vicino al corpo di Colleoni: uno potrebbe essere l’arma del delitto, anche se la conferma si avrà  dall’autopsia, che sara’  eseguita tra lunedì  e martedì all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove il corpo del ristoratore è stato trasferito al termine dei rilievi.

Colleoni era molto noto nella Bergamasca: leghista della prima ora, aveva lasciato il partito nel 2004, dopo aver ricoperto anche l’incarico di segretario provinciale. Nel 2013 aveva poi dichiarato pubblicamente di aver votato il Movimento 5 Stelle, senza tuttavia poi impegnarsi più  politicamente. Gli ideali erano rimasti quelli della Lega: in casa e nel ristorante sono affissi manifesti e slogan dei primi anni del Carroccio. A fine anni Novanta era stato anche impegnato nella Provincia di Bergamo: dal 1995 al 1999 aveva infatti ricoperto l’incarico di assessore provinciale nella Giunta guidata dall’allora presidente Giovanni Cappelluzzo.

Negli stessi anni, a Dalmine, era anche in Consiglio comunale con Antonio Bramani, padre dell’attuale sindaco Francesco, che oggi ha raggiunto via Sertorio, dove si trova la casa teatro del delitto. “Conoscevo Franco da almeno 25 anni – ha detto il primo cittadino -. Spiace moltissimo, soprattutto di fronte a una morte così  violenta. A prescindere dalla sua posizione politica, era sempre interessante parlare con lui, in qunto  aveva una visione intelligente delle cose, dava spunti mai banali”.

“Ricordo con stima e affetto Franco Colleoni – ha sottolineato il leader della Lega Matteo Salvini: con lui ho condiviso anni di battaglie, di sconfitte e di vittorie. Ricordo i pranzi e le cene nel suo ristorante di Dalmine. Una preghiera per lui, condoglianze ai suoi cari”.

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