
Ginevra: vertice USA sulla pace in Ucraina
Riunione a Ginevra per discutere della pace tra Russia e Ucraina. Sul tavolo anche i 28 punti della proposta di Washington. Marco Rubio soddisfatto del vertice. Pigott smentisce che si tratti di “Una lista dei desideri ” redatta dalla Russia, mentre Trump tiene aperto uno spiraglio a eventuali modifiche.
Si sono svolti ieri a Ginevra i colloqui tra Unione europea, USA e Ucraina per discutere della pace nel conflitto con la Russia.

Marco Rubio
Per Marco Rubio, il segretario di Stato americano, le riunioni a Ginevra sono state “Le più produttive finora in tutto questo processo, da quando siamo stati coinvolti fin dall’inizio. Abbiamo un ottimo prodotto di lavoro, già costruito sulla base dei contributi di tutte le parti coinvolte, e ora siamo riusciti a esaminare alcuni di questi punti, punto per punto. E penso che abbiamo fatto buoni progressi. I nostri team sono ora nelle loro stanze mentre stiamo lavorando su alcuni dei suggerimenti che ci sono stati offerti“.
Nel frattempo Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha invitato oggi i leader dei 27 paesi dell’Unione europea a una riunione speciale sul tema della guerra in Ucraina, che si terrà a margine del vertice tra Unione africana e Unione Europea.

Come ha annunciato lo stesso Costa dai suoi profili social: “Accogliamo con favore i continui sforzi degli Stati Uniti per portare la pace un Ucraina. La bozza finale del piano in 28 punti include elementi importanti che saranno essenziali per una pace giusta e duratura. Riteniamo pertanto che la bozza costituisca una base che richiederà ulteriore lavoro. Siamo pronti a impegnarci per garantire che una pace future sia sostenibile“.
I 28 punti di cui parla Costa sono quelli redatti dall’amministrazione di Donald Trump per porre fine al conflitto in Ucraina. Proposte che sono state anche sul tavolo del vertice a Ginevra, con una linea europea che vorrebbe modificarne radicalmente alcuni punti. Per Giorgia Meloni il “Piano USA è la base, per la pace serve discussione“.

Giorgia Meloni
In risposta alle critiche sul piano di Trump, il Dipartimento di Stato ha assicurato che i 28 punti non sono “Una lista dei desideri” redatta dalla Russia. Smentendo così le affermazioni di alcuni senatori americani, secondo i quali Rubio li avrebbe contattati sottolineando che Trump ha fatto pressioni per tale lista.

Donald Trump
Come conferma Tommy Pigott, portavoce del Dipartimento di Stato USA, tali affermazioni sono false, e spiega come i 28 punti siano stati redatti dagli Stati Uniti, ma con contributi sia da parte del Cremlino che di Kiyv.
Va specificato che lo stesso presidente americano, parlando della sua lista di 28 punti, ha sottolineato che “La mia offerta non è definitiva“, aprendo così la porta a eventuali modifiche tra le parti coinvolte.
