Open Arms, è il giorno della resa dei conti per Salvini: al Senato il voto sull’autorizzazione a procedere

Open Arms, è il giorno della resa dei conti per Salvini: al Senato il voto sull’autorizzazione a procedere

In gioco c'è oltre al futuro giudiziario del leader leghista anche quello politico: il sì al processo da parte del Senato e un'eventuale condanna potrebbe indebolirlo ancora di più e spianare la strada per la sua successione. Salvini avverte: “Vado in quell'Aula a testa alta e, se dovrò rispondere per il presunto reato di aver difeso il mio Paese, ci vado assolutamente tranquillo".

Salvini si dice “tranquillo” ed è pronto a partire per il Papeete, dove torna dopo le polemiche della scorsa estate, qualunque sia il pronunciamento dell’aula di Palazzo Madama.
Dalle ultime dichiarazioni in chiaro, Italia Viva sembrava orientata a votare no al processo. “Dalle carte abbiamo visto e approfondito che c’è una responsabilità oggettiva, secondo noi, dell’intero governo – dice ad Agorà Estate su Rai Tre il capogruppo al Senato dei renziani Davide Faraone – Io non credo che allora il comportamento esclusivamente sbagliato fosse soltanto quello di Salvini. Allora quel comportamento sbagliato era di un governo”.
In gioco, c’è oltre al futuro giudiziario del leader leghista, anche quello politico: il sì al processo da parte del Senato e un’eventuale condanna potrebbe indebolirlo ancora di più e spianare la strada per la sua successione.
In apertura della seduta, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ricorda l’esito del voto della Giunta da lui presieduta, motivato dalla convinzione che quella di chiudere i porti alla nave Open Arms fu una decisione di governo: “La proposta di non autorizzare il processo è stata approvata a maggioranza dalla Giunta. Salvini, nella vicenda Open Arms, agì di concerto con i ministri della Difesa e dei Trasporti, con un atto di governo collegiale”.

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