
Francia: la Cassazione nega l’estradizione di 10 ex terroristi
La Cassazione francese ha appena confermato il rifiuto della Francia all’estradizione in Italia di 10 ex terroristi italiani. L’Associazione nazionale vittime del terrorismo chiede l’intervento di Carlo Nordio.
Condannati a varie pene, tra cui l’ergastolo, per reati commessi negli anni di piombo, i 10 ex terroristi, in gran parte delle Brigate rosse, si erano rifugiati in Francia già negli anni ’70. L’Italia aveva chiesto più volte l’estradizione, già negata dal Tribunale francese il 29 giugno dello scorso anno.
La base su cui poggia la decisione della Francia è la Dottrina Mitterand, quell’accordo non scritto (Venne solo descritta in un discorso al Palais des Sports di Rennes) dall’ex presidente François Mitterrand, che decise di offrire rifugio ai terroristi, a patto di non organizzare attentati in territorio francese.
La Presidente della Chambre de l’instruction aveva motivato il rifiuto di giugno scorso con la motivazione del rispetto della vita privata e familiare degli ex terroristi rossi e con il diritto a un processo equo (Garanzie previste dagli articoli 8 e 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo). Secondo le motivazioni della Cassazione gli ex terroristi, che non hanno mai rilasciato frasi di solidarietà per le loro vittime né si sono mai dichiarati pentiti delle loro azioni, si sono ormai costruiti una situazione personale e famigliare stabile in Francia, quindi l’estradizione provocherebbe loro un danno sproporzionato.

Carlo Nordio
Secondo i giudici della Cassazione francese, i 10 ex terroristi sono stati “Giudicati in Italia (In contumacia, ndr) senza aver avuto la possibilità di difendersi con un nuovo processo visto che la legge italiana non offre questa garanzia” e aggiungono “Quasi tutti vivono da 25-40 anni in Francia, paese dove hanno ormai una situazione familiare stabile, si sono inseriti professionalmente e socialmente, rompendo qualsiasi legame con l’Italia. La loro estradizione sarebbe un danno sproporzionato al loro diritto al rispetto di una vita privata e familiare”.
“Ma pensate al danno sproporzionato che loro hanno fatto uccidendo dei mariti e padri di famiglia. E questo è ancora più vero perché da parte di nessuno di loro c’è mai stata una parola di ravvedimento, di solidarietà o di riparazione” ha reagito il giornalista Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi assassinato nel ’72.
Per la cronaca, il presidente Emmanuel Macron, il giorno dopo la decisione del Tribunale a giugno dello scorso anno, aveva subito dichiarato che “Quelle persone, coinvolte in reati di sangue, meritano di essere giudicate in Italia”.

Emmanuel Macron
Subito dopo, il procuratore generale della Corte d’appello di Parigi, Rémy Heitz, aveva presentato un ricorso alla Corte di Cassazione francese, contestando la decisione del tribunale sulla presunta violazione della vita privata e familiare degli imputati.
L’Associazione nazionale vittime del terrorismo chiede ora l’intervento del Ministro della giustizia Carlo Nordio, che da parte sua ha così commentato la decisione della Francia: “Ho vissuto da Pm in prima persona quegli anni drammatici e oggi il mio primo commosso pensiero non può che essere rivolto a tutte le vittime di quella sanguinosa stagione e ai loro familiari, che hanno atteso per anni, insieme all’intero Paese, una risposta dalla giustizia francese. Faccio pertanto mie le parole di Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso 51 anni fa, nella speranza che chi allora non esitò ad uccidere ora: senta il bisogno di fare i conti con le proprie responsabilità e abbia il coraggio di contribuire alla verità”.

La lista dei 10 ex terroristi:
Giorgio Pietrostefani, ex di Lotta continua, ottantenne condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi.
Giovanni Alimonti, Brigate Rosse, 68 anni, che deve ancora scontare 11 anni per banda armata.
Roberta Cappelli, Brigate Rosse, 68 anni, condannata all’ergastolo per associazione a terrorismo, concorso in rapina aggravata e concorso in omicidio aggravato.
Marina Petrella, 69 anni, Brigate Rosse, che deve scontare l’ergastolo per omicidio.
Sergio Tornaghi, 65 anni, Brigate Rosse, condannato all’ergastolo per l’assassinio del direttore generale della Ercole Marelli, Renato Briano.
Maurizio Di Marzio, 62 anni, brigate Rosse, che deve ancora scontare 5 anni per tentato sequestro di Nicola Simone, ex dirigente della Digos di Roma.
Enzo Calvitti, 68 anni, Brigate Rosse, che deve ancora scontare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni e 4 anni di libertà vigilata per associazione sovversiva, banda armata e ricettazione di armi.
Raffaele Ventura, 73 anni, Autonomia Operaia, condannato a venti anni di reclusione per concorso morale nell’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra.
Luigi Bergamin, 75 anni, Proletari armati per il comunismo, che deve scontare 25 anni per associazione sovversiva, banda armata e concorso in omicidio.
Narciso Manenti, 66 anni, Nuclei armati contropotere territoriale, condannato all’ergastolo per l’omicidio del carabiniere Giuseppe Gurrieri.
