
Migranti: Bruxelles toglie le Ong dal nuovo emendamento
Intesa raggiunta a Bruxelles: la Germania ritira l’emendamento che escludeva le Ong dai casi di strumentalizzazione delle migrazioni. Giorgia Meloni “Non siamo isolati, sulle Ong ci danno ragione”. Tajani “Oggi a Bruxelles ha prevalso la posizione italiana”.
Raggiunto l’accordo trai 27 paesi europei sul testo chiave del regolamento che riguarda l’emergenza migranti in Italia. La Germania torna così al disegno originario di luglio scorso, che non conteneva alcun riferimento alle Ong italiane, eliminando così l’emendamento che escludeva i casi di strumentalizzazione di strumentalizzazione da parte delle organizzazioni non governative.

Giorgia Meloni
Tra l’altro, per la cronaca, Berlino di recente ha anche previsto finanziamenti alle Ong dai 400 agli 800mila euro, fino a un limite di 2 milioni (In particolare il finanziamento tedesco di 750 milioni di euro a Sos Humanity), provocando così sia la reazione di Giorgia Meloni, che subito ha scritto una lettera al cancelliere tedesco Olaf Scholz, sia di Guido Crosetto, Ministro della Difesa, che ironizzando sulla doppia decisione della Germania di chiudere le frontiere, concedendo allo stesso tempo finanziamenti alle Ong, dichiarò: “Si cerca di bloccare l’immigrazione in una parte d’Europa e se ne agevola il trasporto in un’altra. Coerente e geniale“.

Guido Crosetto
“Accolgo con favore l’intesa politica raggiunta dagli Stati membri sul regolamento sulle crisi. È una vera svolta, che permette di avanzare nei negoziati con il Parlamento Ue e il Consiglio. Uniti possiamo portare a compimento il Patto sulla migrazione prima della fine della legislatura” dichiara Ursula von der Leyen, presidente della commissione Ue.
La nuova versione dell’emendamento, votata a maggioranza (Alla decisione di Bruxelles si sono dichiarate contrarie Ungheria e Polonia, mentre Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia si sono astenute) prende in particolare dal testo l’articolo 1 sostenuto dalla Germania, che recitava “Le operazioni di aiuto umanitario non dovrebbero essere considerate come strumentalizzazione dei migranti quando non vi è l’obiettivo di destabilizzare l’Unione o uno Stato membro”, spostandolo al preambolo iniziale, che non ha alcun valore legislativo.

Ursula von der Leyen
Immediata la soddisfazione della Premier italiana: “L’emendamento della Germania secondo me faceva dei passi indietro sul tema anche delle Ong. È stato ritirato ed è passata la posizione italiana”. Il passo indietro di Berlino permette ora al Consiglio di sbloccare la situazione di stallo in cui era finito il Patto sulle migrazioni, riaprendo così i negoziati con il parlamento europeo. A contribuire alle pressioni dei paesi europei nei confronti di Berlino ci sarebbe anche la preoccupazione che la Germania arrivi alle elezioni regionali del prossimo 8 ottobre in Assia e Baviera senza un’intesa sui migranti.
Soddisfatto anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Avanti verso il superamento del regolamento di Dublino (Definito “Preistoria” anche da Mattarella) L’accordo di oggi conferma la volontà dei Paesi europei di dare una risposta concreta all’emergenza migratoria e soprattutto testimonia il grande lavoro fatto dal nostro Governo per riportare al centro nella agenda europea il tema migrazione”.
