
Naufragio Bayesian: recuperati i corpi dei dispersi
Recuperati i corpi dei sei dispersi del naufragio della nave Bayesian sulle coste della Sicilia. Il capitano interrogato per capire le dinamiche. Per l’amministratore delegato di The Italian Sea Group la causa non è stata una tempesta.
I sub hanno lavorato senza sosta a Porticello, nel Palermitano, da quando lo yacht Bayesian, con a bordo 22 persone, è affondato in seguito a una tempesta. Dopo le iniziali difficoltà riscontrate nel muoversi tra gli stretti spazi stretti dell’imbarcazione, adagiata a 50 metri di profondità, i sommozzatori sono riusciti a entrare all’interno dello scafo, aiutati anche da un veicolo subacqueo a controllo remoto.
Alle attività di ricerca si erano uniti anche i sub specializzati che in passato hanno partecipato alle ricerche della Costa Concordia, la nave da crociera affondata nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 a largo dell’isola d’Elba.

Mike Lynch
Sono stati così recuperati i corpi dei sei dispersi. Quattro mercoledì scorso, e gli altri due i giorni successivi. Sono quelli del presidente della banca d’affari Morgan Stanley International, Jonathan Bloomer, dell’avvocato americano Chris Morvillo e delle due mogli, rispettivamente Judy, direttrice di una società di sviluppo immobiliare, Change Real Estate, e Nada, designer di gioielli. Il quinto corpo è stato identificato come quello di Mike Lynch. Il 23 agosto è stato recuperato anche il cadavere della figlia diciottenne di Mike Lynch, Hannah.
James Catfield, 51 anni, comandante del veliero britannico e tra i superstiti del naufragio, è stato sottoposto a due ore di interrogatorio per capire le cause del naufragio. Giovanni Costantino, amministratore delegato di The Italian Sea Group, l’azienda che possiede i cantieri Perini Navi che hanno costruito il Bayesian, ha sottolineato che “di sicuro l’evento di Palermo avrebbe rappresentato un rischio pari a zero, se fossero state fatte le manovre corrette e non fossero intervenute delle situazioni che hanno compromesso la stabilità della nave”.

Secondo Costantino, che fa riferimento alle carte meteo del momento dell’incidente, il naufragio non sarebbe stato causato da una tempesta improvvisa, e ipotizza che nei minuti in cui l’ancora della nave ha perso la presa e trascinato la nave, questa avesse già imbarcato acqua. Tra gli indizi ci sarebbero dei video che mostrano le luci dell’albero maestro spegnersi, segno di un corto circuito.
Sempre secondo Costantino, oltre al portellone di poppa ci potrebbero essere stati altre parti dell’imbarcazione aperte, e contesta le ricostruzioni di un affondamento veloce, nell’ordine di pochi secondi come riferito dai primi testimoni oculari, e precisa che sarebbe stato possibile effettuare manovre di sicurezza, paragonando anche la situazione di altre barche che si trovavano in zona al momento dell’incidente: “Una nave Perini ha resistito all’uragano Katrina, categoria 5”. Ricordiamo che una barca che si trovava nelle vicinanze, la Sir Robert Baden Powell, ha resistito alla tromba d’aria e ha potuto offrire soccorso al Bayesian, portando in salvo i superstiti.
“Come componenti della famiglia Lynch siamo devastati, sotto shock e siamo confortati e sostenuti dai nostri familiari e amici. Il pensiero in questo momento è rivolto a tutte le persone colpite dalla tragedia. Ringraziamo sinceramente la guardia costiera italiana, i servizi di emergenza e tutti coloro che hanno contribuito al salvataggio“. Così in una nota ufficiale la famiglia Lynch, a poche ore dal ritrovamento del corpo dell’ultima superstite del naufragio della Bayesian, Hannah. “Chiediamo adesso che la nostra privacy sia rispettata in questo momento di incedibile dolore“.
